Eccomi ancora qui. Non potevo non postare nulla di interesse, oggi.
Il principio ispiratore di questo blog, alla sua nascita, era "un post al giorno". Si, ma un post costruttivo.
Poco fa, mi sono imbattuto in questa notizia. Lo so, è da giorni che si parla ormai del problema del web.
Dopo la vicenda di Berlusconi, che non ho mai accennato qui e sulla quale, visti i prossimi provvedimenti sulla censura, non mi voglio esprimere, è stato sollevato un polverone visto il continuo nascere di gruppi Facebook, ma non solo, dedicati al signor Tartaglia. "Subito Santo", dicono. Oppure, molto più ironicamente (o realmente xD) "Sposami, ti prego!".
Ma non sono qui per parlare della enorme e smisurata fantasia degli iscritti ai social network nella creazione dei loro gruppi e delle loro pagine. Anche perché, c'è sempre chi la pensa in modo opposto.
Voglio analizzare un attimo, quello che sta accadendo in Governo. Un disegno di legge... ma su cosa?
Da quelle poche informazioni disponibili, sembra si tratti di un provvedimento, applicabile insidacabilmente dalla magistratura, e non dal governo, che afferma che in caso di necessità possa essere disposta la rimozione e l'oscuramento di un (qualsiasi) contenuto o pagina web che ravvisi un reato, per esempio, di apologia o di istigazione.
Io, con tutta la buona volontà, mi sforzo di capire questo d.d.l. e le motivazioni che hanno portato ad esso, tuttavia il mio pensiero continua a cadere nella possibilità remota che si tratti di pura e semplice censura, espressa in termini giuridici.
Internet è una piattaforma di informazione libera. E come tale, la censura deve starne alla larga.
Applicando questa regola ad un blog come questo, per esempio,
Voglio citare un pezzo tratto da qui:
Nessuna censura, assicura, «perché il compito di investigare va attribuito alla magistratura e non al governo». E quindi? Quali saranno le misure che presenterà al Consiglio dei ministri? «Metteremo a disposizione della magistratura gli strumenti che consentano di imporre all'autore del reato, una volta identificato, di rimuovere la pagina entro 24-48 ore. Se non lo fa, scatterà una sanzione. Successivamente, il magistrato potrà ordinare al gestore del servizio di rimuovere la pagina in questione. Non una semplice richiesta, ma un ordine della magistratura italiana. Nei casi più gravi, per siti che incitano alla pedofilia o al terrorismo, la magistratura potrà anche avere il potere di impedirne l'accesso. Perché finché la pagina rimane in Rete, il reato persiste. Ovviamente contro tutti questi provvedimenti sarà possibile il ricorso in appello al Tribunale della libertà.
Ma siamo impazziti?!?
Ok, è un reato, ma non possiamo limitare le infinite possibilità del web se gli utenti pubblicano qualcosa che viola le leggi italiane... il web è un qualcosa di globale, comune a tutto il mondo! Se vogliamo cambiare qualcosa, bisogna farlo dall'alto...
Insomma, ancora una volta i media (e mi riferisco soprattutto a televisione, radio e giornali) sono riusciti a "pompare" una notizia di scarsa importanza, a tal punto da farne un caso nazionale. Solo perché sono nati 4 gruppi del cavolo su Facebook riguardo a Berlusconi, dobbiamo oscurare il web? xD












