Beautiful, a confronto, sarà una storia corta.
Quella che invece vedere contrapporsi le casa di Cupertino e la ditta finlandese è ormai una storia "cult" del web.
Brevemente, Ottobre scorso Nokia ha attaccato Apple affermando che sono stati utilizzati ed implementati illegalmente nell'iPhone alcuni brevetti di loro proprietà senza alcuna autorizzazione o accordo, anche informale.
Tra questi, standard GMS, UMTS, LAN senza fili, Speech coding (codifica del segnale audio), sicurezza e crittografia dei dati. Poca roba, insomma.
Evidentemente, Nokia sperava di riuscire a rimpinguare il bilancio aziendale, che ha visto un profondo calo negli ultimi tempi.
Quello che è successo è successo, e a Apple non è piaciuto affatto: ha infatti ricambiato la denuncia all'International Trade Commission, segnalando la violazione da parte del "nemico" di 13 brevetti. Ma, a differenza di Nokia, ha chiesto di sospendere le importazioni dei dispositivi finlandesi.
Insomma, occhio per occhio...
Ok, è stata Nokia a fare il primo passo. Ed evidentemente ha anche ragione a difendere i suoi diritti intelletuali, hanno investito 90 milioni di dollari nella ricerca e, con l'ingresso di nuove ditte nel mercato della telefonia, è rimasta anche un po' indietro dal punto di vista tecnologico.
Apple non è sempre stata così onesta, basti pensare all'altra causa che la vede impegnata a difendersi dalla Kodak, sempre per un'altro brevetto riguardante l'anteprima delle immagini.
Penso che, se uno ha torto, debba pagare. E se saranno in colpa tutte e 2 le ditte, entrambe dovrebbero pagare.
Nella realtà, questo non succederà, si è già visto nel passato. In situazioni come questa, di stallo, è probabile un accordo extra-giudiziario tra le parti.
I brevetti sono sempre stata materia di forti discussioni e avversità economiche. Alla fine, vince sempre il più forte.












