Operazione Aurora è il nuovo nome in codice assegnato ai numerosi attacchi cracker partiti dalla Cina e diretti verso numerosissimi server americani avvenuti negli ultimi tempi.
L'allarme, lanciato da McAfee, è già diventato allarme dopo che il governo tedesco ha diffuso la notizia. Gli hacker utilizzano una enorme falla Zero-day (ovvero, senza rimedi) di Internet Explorer, che affligge tutte le versioni dalla 6 in poi.
Microsoft non ha potuto negare, e sta già correndo ai ripari con una patch. Tuttavia, ormai il danno è fatto.
Nel caso vogliate una soluziona rapida ed indolore al bug, attivate in DEP (Data Execution Protection) da Strumenti - Opzioni Sicurezza - Internet. Oppure, ancora più semplice, cambiate browser ;)
Da un primo bilancio, i colossi americani e le autorità governative vittima dei recenti attachi sarebbero 34. Tra questi, spiccano nomi come Yahoo!, Symantec, Juniper Networks, Northrop Grumman e Dow Chemical.
Il metodo usato è sempre lo stesso, l'obiettivo anche.
Vengono presi di mira uno o pochi individui e, contando su alcune falle di Internet Explorer e Adobe Reader, gli viene recapitata una email con allegato PDF infetto, al fine di rubare codice sorgente e proprietà intellettuali. Sono stati bravi, in quanto hanno avuto successo nella maggior parte dei casi, riuscendo a farsi beffa anche di Big G.
Rimangono ancora dei quesiti irrisolti: chi, al Googleplex, utilizza ancora Internet Explorer come browser?
E mentre i dubbi aumentano, le precedenti dichiarazioni di Google sulla possibilità di lasciare la Cina barcollano. La Microsoft, causa di tutto, se la ride, e dichiara che non seguirà l'esempio del motore di ricerca di Mountain View. Il motivo è semplice: Bing diventerebbe, in modo facile e veloce, uno dei motori di ricerca più utilizzati in Cina.
La gallina dalle uova d'oro.
E va notato come Microsoft non abbia mai fatto riferimento agli hacker cinesi nella sua analisi delle falle del suo browser.
E se fosse stato fatto apposta? ...
Se le mie ipotesi fossero fondate, sarebbe una partita Microsoft-Cina vs Google. E perché no? Anche Apple potrebbe farne parte. E' recentissima la notizia che, probabilmente, il motore di ricerca del prossimo iPhone sarà Bing e non Google.
Più che qualche semplice attacco hacker, sembra una scacchiera politica per il potere. Non esistono più le guerre fatte di carri armati e cannoni; ora ci sono solo guerre "virtuali".
Ma queste sono solo fantasie, nessun riscontro concreto nella realtà. Niente di (ancora) verificabile.











