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Bloggers:
- Giuseppe "Lanta" Cossalter
si reclutano scrittori per varie sezioni

La sentenza contro Google rischia di mettere il bavaglio alla libertà di espressione in rete
Lo riporto tale e quale, tradotto dall'inglese. E' il titolo apparso su un noto blog del settore e, per chi non l'avesse ancora capito, riguarda la condanna inflitta dal tribunale di Milano a tre dirigenti di Google accusati di aver pubblicato un video in cui tre adolescenti vessano un loro coetaneo disabile.
Lo slogan della protesta è:
Per favore, qualcuno potrebbe dire a questo giudice italiano cos'è Youtube?
In tutta sincerità, come si fa a dargli torto?
Anche questo è un blog, e anche questo parla di informatica e di web news. Ho sempre tenuto la politica fuori da questo piccolo angolo di notizie, ma leggere certe cose e rimanere indifferenti non è veramente una cosa facile.
6 mesi di reclusione per non aver bloccato un video. Ma dico... è possibile?
Il web è una fonte inesauribile di informazione, e deve rimanere tale. Cosa dire del decreto Romani? Assolutamente inutile e fuori luogo. Siamo europei, non cinesi. Siamo una repubblica, non una dittatura.
Tutta la solidarietà possibile per il disabile coinvolto nella storia del filmato, ma se il prezzo da pagare per una "bravata" di 3 ragazzi sconfina nella libertà di parola, di pensiero o di espressione che fino ad oggi hanno caratterizzato il web, non andiamo d'accordo.
Il web è un qualcosa di libero, amministrato e gestito dalla comunità globale e non da un governo. E' un qualcosa di "non controllabile" da un singolo Paese o da una qualsiasi potenza economica. Può riverlarsi estremamente pericoloso se non usato in modo corretto, e Youtube è solamente la punta dell'iceberg. Ma deve restare così, bisogna ignorare i problemi.
Perché?
Beh, non mi ci vorrà tanto per spiegarlo. Se il web è gestito da noi, siamo noi a volerlo così. Se ci sono dei problemi, sono problemi che abbiamo voluto noi, e ne pagheremo le conseguenze. La censura, se proprio dovesse essere applicata, sarebbe l'ultimissimo strumento e comunque, per quel che mi riguarda, non vedo come questo possa essere d'aiuto. Il blocco dei DNS è una cosa che avviene a livello nazionale, e che è comunque bypassabile. La rimozione delle pagine web richiederebbe il consenso del provider di servizi web (comunemente detto ISP) e comunque, dal mio punto di vista, non porta a nulla.
In linea di principio, tutto ciò che finisce sul web è una traccia indelebile pubblica. E se quello che finisce sul web è qualcosa di illegale, ancora peggio.
Nel caso del video oggetto della causa... beh... era un video pubblicato senza autorizzazione da terzi, in violazione del diritto alla privacy. Ma Youtube ha una sorta di "autocertificazione" durante l'upload dei video, proprio come un'autostrada non verifica se gli utenti che si immettono al casello sono in possesso della patente o no.
Tirando le somme, se dovete prendervela con qualcuno, prendetevela con i 3 ragazzi, che meritano pene molto più gravi. Non con la legge italiana, che ha già troppi problemi di suo.

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