Finché questo non accadrà, torniamo con i piedi per terra. L'immagine è tratta dalla "mappa della censura" tracciata da Google. Questa viene aggiornata ogni 6 mesi con tutti i dati inerenti le richieste di "censura" da parte dei governi della varie nazioni e con le richieste di informazioni confidenziali degli utenti utili ad identificarli.
L'Italia vanta dei record non proprio rassicuranti... anzi.
Mentre stati come la Cina arrivano addirittura a censurare la "mappa della censura" (ironia) in quanto ritenuto segreto di stato, l'Italia si posiziona settima per quanto riguarda le richieste di rimozione dei contenuti (con 57 richieste, di cui 39 relative a YouTube), mentre è sesta nella classifica degli Stati che hanno chiesto di avere i dati degli utenti (550 richieste).
E questo va a confermare, ancora di più, come il nostro Paese non si stia avventurando in un sentiero dell'integrazione e della globalizzazione ma invece si stia mettendo da parte. Ovviamente, senza che di questa politica il popolo sappia nulla.













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