Molti hanno in passato paragonato i videogiochi alla spettacolarità di una scena cinematografica. Altri hanno provato a definire un titolo pura "arte". Non penso nessuno abbia mai definito un videogame "poesia"... nel caso fossi il primo ad aver coniato il termine "poesia videoludica", ne vado veramente fiero.
Perché?
Semplicemente perché Braid è esattamente questo. Dietro ad un puzzle game realizzato con tecniche platform si celano una infinità di metafore e similitudini riferite alla vita di una persona ed ai suoi sentimenti.
Sebbene il gioco non sia una novità, ho avuto modo soltanto ora di recensirlo. A tal fine, se volete ulteriori informazioni, vi rimando al mio articolo per Game.
Riassumendo,
Cominciate a scaldare i vostri pad o le vostre tastiere. Braid non è di certo un gioco frenetico, ma la sua breve storia è dannatamente intensa e ricca di significato. E' una nuova forma di poesia, se così volessimo definirlo. Grafica curata e audio che non delude. Un piccolo grande capolavoro che nasce da una idea geniale di Jonathan Blow e che si realizza concretizzandosi in uno spettacolare Indie Game che non può assolutamente mancare alla vostra collezione.













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