Non che io sia un malato difensore della libertà di parola... ma l'Italia sta veramente toccando il fondo. L'articolo 50bis, approvato 2 giorni fa in Senato, non è altro che l'ennesima legge atta a "censurare" siti web, blog e portali che incitano i lettori alla disobbedienza o alla istigazione contro una legge esistente. Inside o outside Italy. Insomma, volete criticare, anche in modo costruttivo, una legge? Non potrete più farlo.
Questo post se la legge fosse già stata approvata anche alla Camera, per esempio, non esisterebbe. Il meccanismo di funzionamento è veramente spietato e le conseguenze non indifferenti.
Se si dovesse verificare una situazione simile a quella citata sopra, cosa non affatto difficile nel panorama attuale di Internet, per me, blogger, sarebbe previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Il provider che ospita il mio sito (nel mio caso, quindi, farebbero leva su Google anche se è all'estero) è obbligato a rimuovere i contenuti "scomodi" su richiesta del Ministro degli Interni entro e non oltre le 24 ore, pena sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.
Mi permetto di citare una affermazione del sito perlapace.it:
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l'Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata "Punto Informatico" e il blog di Grillo.
Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica la "democrazia" è un concetto VUOTO.













Roba da non crederci!