Sto cominciando a pensare che le guerre di un tempo non esistano più. Proprio come in Call of Duty la guerra classica, quella fatta di soldati, armi e cadaveri, con il passare del tempo e l'evolversi della società moderna è diventato un qualcosa di virtuale. A te, lettore, che rimani scandalizzato da questa affermazione, voglio precisare che non ho detto che le guerre siano qualcosa di inesistente. Voglio solo dire che sono qualcosa di lontano dal nostro modo di vedere, qualcosa che, in questo mondo le cui regole sono dettate da economia e politica, non ci toccano. Se mai dovesse scoppiare un conflitto mondiale "old style", non sarebbe altro che un bombardamento atomico e tutto finirebbe nel giro di pochi secondi.
Le guerre che si combattono oggi, oltre a quelle quotidiane di ognuno di noi, sono di un altro tipo. Guerre 2.0, se così vogliamo definirle. Sono delle guerre per il predominio del mercato, delle guerre per il potere. In questo panorama bellico alquanto strano ed innovativo le persone non contano, i consumatori sono messi da parte. L'unica vittima dei ripetuti scontri che si verificano con una certa frequenza per mantenere alta la tensione è il futuro di tecnologie inventate dallo stesso uomo, tecnologie aperte e libere come il Web.
I protagonisti? Beh, pochi ma buoni. In questo tipo di guerre molto spesso non esistono limiti geografici o differenze di pensiero: restando in ambito strettamente informatico, combattono ditte del calibro di Microsoft, Adobe, Apple, Google.
Chi perde, perde tutto. Sul campo di battaglia abbiamo visto di recente fronteggiarsi Apple e Adobe, appunto, sul Flash e sulla tecnologia che dovrebbe prenderne il posto, Gianduia.
We love choice, ecco l'ultimo appello di Adobe che ha visto nel giro di pochi secondi crollare il suo impero.
Una lettera in alcuni punti veramente straziante, che non nasconde la preoccupazione degli inventori di Flash riguardo al futuro della loro software house. Ma si va oltre, si parla di principi "opensource" e si accenna all'ideale liberale su cui è stato fondato il web. Parole ammirevoli nella bocca di chi fa soldi dietro ad un monopolio ed accusa altri della stessa colpa.La genialità di internet è la sua grande apertura per l’innovazione. Nuovo Hardware, nuovo software, nuove applicazioni, nuove idee. Tutte queste hanno la loro chance.Come fondatori di Adobe, noi crediamo che il mercato aperto sia nel totale interesse degli sviluppatori, proprietari e consumatori di contenuti. La libertà di scelta sul web ha scatenato un esplosione di contenuti trasformando il modo di lavorare, di imparare, di comunicare ed infine di esprimere noi stessi.Se i frammenti del web dentro un sistema chiuso, se le società inseriscono i loro contenuti e le loro applicazioni dietro muri, alcuni possono sperare, ma il loro successo arriverà a scapito della creatività e dell’innovazione che ha reso internet una forza rivoluzionaria.Crediamo che i consumatori dovrebbero essere in grado di accedere liberamente i loro contenuti e le loro applicazioni, indipendentemente dal tipo di computer, dal browser preferito, o dal dispositivo che si adatta meglio alle proprie esigenze. Nessuna azienda, non importa quanto sia grande o creativà, deve dettare ciò che è possibile creare, come si crea, o l’esperienza da fare nel web.Quando i mercati sono aperti, ognuno con una buona idea ha una chance per guidare l’innovazione e trovare nuovi clienti. La filosofia del business di Adobe si basa su una premessa che, in un mercato aperto, i migliori prodotti possano arrivare al traguardo, e la migliore strada per competere è la creazione di tecnologie migliori e innovandosi velocemente come i vostri concorrenti.Che sicuramente, è quello che abbiamo imparato al lancio di PostScript® e del formato PDF, due potenti e rapide soluzioni che lavorano su piattaforme diverse. Abbiamo pubblicato le specifiche di entrambi, così da stimolare sia l’uso che la concorrenza. Nei primi giochi, PostScritp ha generato 72 cloni nel mercato, ma abbiamo mantenuto la leadership del mercato innovando il pacchetto. Recentemente, abbiamo fatto la stessa cosa con la tecnologia di Adobe® Flash®, pubblicando le specifiche del software, così da poter permettere ad ognuno di creare il proprio flash player. Eppure, la tecnologia di Adobe Flash rimane nel leader del mercato graziea alla costante creatività e innovazione portata dai nostri dipendenti.Noi crediamo che Apple abbia adottato un approccio opposto, ha fatto un passo che potrebbe compromettere il prossimo capitolo del web, il capitolo nel quale i dispositivi mobili superano i computer, ogni persona può essere editore e i contenuti sono accessibili ovunque e in qualsiasi momento.In conclusione crediamo che la questione reale sia questa: chi controlla il World Wide Web? Crediamo che la risposta sia: Nessuno e tutti, ma non una singola azienda.Chuck Geschke, John WarnockCoofondatoriPresidenti, Consiglio di Amministrazione di Adobe
Insomma, Adobe o non Adobe, Apple o non Apple, bisogna capire che il web è una delle poche cose nate dall'uomo per l'uomo. Libero, aperto, senza vincoli o restrizioni. E che ci piaccia o no, Internet dovrebbe rimanere tale.
Di chi è il World Wide Web? Altro che di nessuno, è di chi lo ha creato e che ha contribuito a renderlo tale: tutti.













Pienamente d'accordo riguardo ad intrnet, e in pieno disaccordo riguardo alle guerre.
Flash da quando è nato fino ad oggi ha un mare di bugs che lo rendono altamente insicuro, questo lo dimstra anche il fatto che è l'unico programma che riesce a mettere in difficoltà un mac e a volte a farlo crasciare.
Non puoi negare inoltre il fatto che quando parte ammazza le batterie dei dispositivi portatili.
Apple ha pienamente ragione a non volerlo supportare.
Ad ogni modo adobe possiede una suite di programmi fantastici tra cui photoshop e premiere.
A mio parere dovrebbero puntare su questi.
Flash a mio avviso è una tecnologia sicura e ormai consolidata. Che ci siano stati bug in passato non posso negarlo, ma a far crashare (nota bene, si scrive così crashare xD) i Mac non è di sicuro lui :P
Sul fatto della durata dei device mobili, Java è peggio quindi non vedo dove sia il problema.
Adobe è solo vittima di un complotto... boicottata dai media a causa delle pressioni di Apple. Poi beh, come hai detto tu, ha molte altri software alle spalle come PDF e Photoshop... sopravviverà :D