Caricamento del blog in corso...



the Lanta World

Benvenuto nel Lanta World!

Ogni giorno news dal web e tematiche riguardanti informatica, gaming, programmazione e telefonia, condite con tanta, tanta spazzatura... XD

Bloggers:
- Giuseppe "Lanta" Cossalter
si reclutano scrittori per varie sezioni


Ho trovato casualmente questa immagine online e, dopo essermi rotolato per terra ridendo a crepapelle come in un qualsiasi altro ROFL della mia vita, mi sono reso conto di quanto appunto sia vero il messaggio che vuole trasmettere questa brevissima vignetta e di come gli hardcore gamer di oggi... beh, "non esistano".
O meglio, devo subito rimangiarmi quanto detto. Esistono, ma sono pochissimi. Sono i gamer old-school, non sono le nuove generazioni. Per carità qualche eccezione alla mia teoria di sicuro ci potrà essere ma guardando la realtà, osservando il panorama soprattutto italiano del netgaming... mi devo dare ragione da solo ;)
E non sto parlando solo di console, come fa capire questa vignetta, ma anche del panorama PC che fino ad ora era stato una pietra sacra per i gamer più agguerriti. Gli FPS di oggi sono tutti veramente troppo commerciali, ideati, progettati e realizzati con il solo scopo di scalare il numero di vendite e non per accontentare quella sete di difficoltà che pochi "eletti" chiedono. E quando sono i giochi disponibili a non offrire stimoli alla competitività, allora la competitività muore. E' quello che sta succedendo con i vari Call of Duty, oppure con i recenti Battlefield e Medal of Honor. I pochi giochi che valuto positivamente per le scelte che le software house hanno fatto sono Starcraft II, che nonostante si sia rimodernato è riuscito a non perdere il pelo, e Counter Strike: Source che, nonostante i 762476 aggiornamenti (numero puramente casuale ottenuto battendo la testa sul tastierino) è ancora lo stesso che conoscevamo 6 anni fa.
Insomma... rifletteteci un attimo. Mirini automatici, cheat code... tutto facilitato. Si sono addirittura dovuti inventare gli achievements per farci giocare, come una sorta di contentino per i cani durante l'addestramento... come siamo caduti in basso! Il divertimento di riuscire dove gli altri non riescono forse ce lo siamo dimenticati? Forse è proprio vero, il grande passo compiuto dal mondo dei videogames al fine di rendersi popolare ed entrare nelle case di tutti, quasi come se un dispositivo videoludico fosse un elettrodomestico o un cellulare, è anche sinonimo di "adattamento". E adattamento, purtroppo, è significato uniformarsi. Se prima erano solo i nerd a giocare ora i giochi devo essere accessibili a tutti, dal bambino di 7 anni alla casalinga annoiata, con conseguenti ripercussioni sulla qualità e sugli obiettivi di chi programma il software.
Quello che voglio farvi capire è che non a tutti va a genio questa situazione, non a tutti piace la piega che ha preso   questo "mass-media". E' il player a doversi adattare al gioco, non il contrario (cosa che è successa e sta succedendo).


Classico esempio di player (figa giappo) 
che si adatta al gioco (Samus Tuta Zero!)

Etichette: , edit post

CONDIVIDI

1 Responses to Hardcore gamers - wanted: dead or alive!

  1. Concordo in pieno ed è quello che continuo a dire.
    Infatti consiglio continuamente giochi del calibro di Ninja Gaiden e Guitar Hero (Expert).

    Attualmente molti giochi sono affascinanti solo per la storia e, raramente, per il multiplayer.

    Io compro sempre i giochi che vale la pena prendere e, nonostante questo, la mia libreria di giochi tiene più giochi della ps1 che della 360.

     

Posta un commento